Foglio aperiodico di arte e cultura

 

Deviazione verso l’esterno rispetto all’asse normale, si puo’ pensare lo strabismo come ginnastica oculare. Sguardo divergente con tante evocazioni, dalla mitologia della bellezza ai Testimoni oculisti duchampiani, come lo “strabismo di venere” ci insegna, lo strabismo è metafora di quella levità trasgressiva che fonda l’opera d’arte. 

Strabismi vuole stare sull’opera per intercettare con l’occhio eccentrico la sua eresia, vuole sottolineare la centralità dell’opera, e darne visibilità interpretative differenti e inusuali, aprendo a possibilità di letture personali e differenziate.

Opera dopo opera entro scelte interamente soggettive ed arbitrarie, con una periodicità aperiodica,  insegue circostanze mutevoli grazie alla memoria, al pensiero e agli sguardi di sempre diversi “oculisti”. 

Strabismi è sempre intempestivo perché stando sull’opera non è sulla notizia.

 

Qui sono raccolti i testi pubblicati sui fogli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Strabismi, a cura di Ermanno Cristini e Luca Scarabelli,  

è un libero progetto editoriale e un'opera collettiva.

 

 

 

in corso STRABISMI  7  

dedicato alle opere

 

Das Erdtelephon, Joseph  Beuys, 1968

 

Art by telephone, Walter De Maria, 1967

                                    

contributi di

 

 

Lorenzo Madaro

Giovanni Morbin

Andrea Lacarpia 

Luca Scarabelli

Ermanno Cristini